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Rimini
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RiminiÈ l’ultimo lembo meridionale della Romagna, un territorio compreso fra  il mare Adriatico e le colline che lo separano dal Montefeltro. A nord i confini sono la provincia di Forlì-Cesena, a ovest con le Marche e la troneggiante Repubblica di San Marino. È un territorio che offre all’occhio una varietà riposante di paesaggi e colori: la linea blu del mare, la linea dorata della spiaggia, le curve verdi delle colline, l’azzurro intenso del cielo sul quale si stagliano borghi, castelli, palazzi, monumenti. 

I centri abitati si sono sviluppati nei secoli sulla costa e lungo le due vallate principali, la Valle del Marecchia e la Valle del Conca. La Valmarecchia, aspra e fiancheggiata da massi rocciosi, conserva la memoria di una delle prime civiltà italiche, la Villanoviana di Verucchio; la Valconca è più morbida, anche se verso le Marche il paesaggio si fa più movimentato e compaiono nudi calanchi.

 Valmarecchia e Valconca appartenevano ai Malatesta, che in questi luoghi di confine coi vicini Montefeltro, hanno eretto roccaforti e dimore.

Storia e cultura

RiminiMille anni prima di Cristo a Verucchio gli Etruschi diedero vita ad uno dei più fiorenti poli della civiltà villanoviana, oggi documentata nel bellissimo Museo.  Sulla costa i romani fondarono Ariminum, punto d’arrivo della via Flaminia e punto di partenza della via Emilia. Da sempre è stata un luogo di incontro, un crocevia. Il passato romano ha lasciato tracce ancora oggi imponenti e suggestive: l’Arco d’Augusto, il Ponte di Tiberio, l’Anfiteatro, la Casa del Chirurgo. Testimonianze del fiorente periodo medievale sono il Palazzo dell’Arengo e gli splendidi affreschi trecenteschi della Chiesa di Sant’Agostino, capolavoro di una scuola prolifica.  Tra il XIII e il XVI secolo queste terre sono dominate dalla casata dei Malatesta, una delle famiglie più potenti dell’epoca. I suoi domini si estendono in diverse regioni d’Italia, ma il cuore della Signoria rimarrà sempre nelle terre riminesi. Sotto i Malatesta ogni paese dell’interno diventa un castello, fioriscono le arti e la cultura. Sorge il Tempio Malatestiano, uno dei capolavori dell’arte rinascimentale, edificato da Leon Battista Alberti e impreziosito dal crocifisso di Giotto, l’affresco di Piero della Francesca, i bassorilievi di Agostino di Duccio e Matteo de’ Pasti. Sigismondo Pandolfo costruisce la sua sontuosa residenza, quel Castel Sismondo che ancora oggi, restaurato, domina il centro storico di Rimini.
La provincia custodisce in tutto il suo entroterra memorie di straordinario interesse storico e conserva antiche tradizioni, dalle fiere, alle feste popolari, all'artigianato. Verucchio, culla dei Malatesta; Poggio Berni, con la via dei mulini; Montescudo circondato da un paesaggio integro con i resti della rocca; Torriana con i gioielli architettonici di Montebello e Saiano; San Giovanni in Marignano, l'antico granaio dei Malatesta; Morciano il paese dei mercati e Gemmano con la superba Oasi naturalistica di Onferno.

http://www.riviera.rimini.it/vacanze/DettItinerari.aspx?IDLocalita=104&ID=25&tabella=Itinerari


Cenni storici sulla città

Rimini è stata fondata dai Romani come colonia di diritto latino nel 268 a.C., su un abitato preesistente sorto fra i fiumi Ausa e Marecchia. Divenuta un importante nodo viario, fu elevata a Municipio ed iscritta alla tribù Aniense nel 90 a. C.
Cesare Ottaviano Augusto dedicò particolari attenzioni alla città: gli interventi più noti riguardano la monumentalizzazione dei principali ingressi al centro urbano (Arco di Augusto – ponte di Tiberio). Nel IV secolo la città conservava la sua importanza tanto che nel 359 d. C. fu sede di un Concilio indetto dall’Imperatore Costanzo II. Al centro della guerra goto-bizantina nel VI secolo, entrò a far parte della Pentapoli marittima bizantina, prima di cadere in mano ai Longobardi.
Dall’VIII secolo appartenne ai domini della Chiesa. La sua autonomia comunale fu riconosciuta nel 1157 da Federico Barbarossa e dal Papa. Fu dei Malatesta dalla fine del Duecento al 1500, poi di Cesare Borgia e dei Veneziani. Nel 1509 ritornò sotto la piena giurisdizione ecclesiastica, terminata nel 1860 con un plebiscito che sanzionò l’annessione della città e del suo territorio al Regno d’Italia.

 

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