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La provincia di Latina ha una superficie di 2.250 kmq, con 33 comuni ed un totale di 510.000 abitanti.
Il territorio, diviso fra aree collinari, montane e piane costiere, in tutta la sua estensione, è bagnato dal Mar Tirreno.
Il litorale ha un'estensione di più di oltre 100 km e si sviluppa dalla foce del fiume Astura fino alla foce del fiume Garigliano.
I centri più importanti di questa zona sono: Latina, Sabaudia, S. Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno-Scauri.
Le isole pontine sono divise in due gruppi: Ponza, Palmarola, Gavi e Zannone a Nord-Ovest, Ventotene e Santo Stefano a Sud Est.
Nell'entroterra, la provincia di Latina è attraversata dagli Appennini.
Da Nord a Sud, i Monti Lepini, i Monti Ausoni e i monti Aurunci, tre catene montuose un tempo riunite sotto l'unico nome di Monti Volsci. La vegetazione risulta assai varia e i profili dei rilievi sono alti e massicci.
I comuni più importanti di questa zona sono Bassiano, Cori, Norma Priverno, Maenza, Roccagorga, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima, Sermoneta e Sezze.
Ai piedi di questa catena si estende l'Agro Pontino. In questa zona, sorgono le cosiddette città nuove: Latina, Sabaudia, Aprilia e Pontinia.
Queste città vennero costruite in epoca fascista, fra il 1932 e il 1937, quando venne realizzata la bonifica della pianura pontina dalle paludi.
I Monti Ausoni si trovano anch'essi a ridosso della Pianura Pontina e della Piana di Fondi.
I comuni più importanti sono: Campodimele, Lenola, Monte San Biagio e Sonnino.
Verso il mare si estende Fondi edinfine, proprio sulle rive del Tirreno, troviamo Sperlonga e Terracina.
I Monti Aurunci si distinguono per gli impervi precipizi e i dirupi rocciosi.
I comuni più importanti di questa zona sono: Castelforte, Itri, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano.
Sul mare, invece, si affacciano i grossi agglomerati di Formia e Gaeta, oltre a Minturno.
La provincia di Latina ha un'economia basata sull'agricoltura, industria, turismo e il terziario in genere. Anche l'artigianato ha una certa importanza sull'intero territorio.
Nella zona più a sud della provincia è particolarmente sviluppato il commercio, mentre sulla costa gran parte del reddito deriva dall’attività turistica.
Prima della fondazione
La città venne fondata nel 1932, dal regime fascista, durante i lavori di bonifica dell'Agro pontino. In precedenza il suo territorio, era occupato da vaste e malsane paludi, luogo di riproduzione della famigerata zanzara anofele, che diffondeva la malaria nei pochi abitanti. Le prime popolazioni che passarono il territorio di Latina furono i Volsci, che vi fondarono la città di Satricum, ai confini con l'attuale comune di Nettuno.
In seguito i Romani costruirono la Via Appia, su cui sorse il centro di Forum Appii, citato negli Atti degli Apostoli
Successivamente con le invasioni barbariche e gli attacchi dei Saraceni, le opere di bonifica create dai Romani furono distrutte e la palude tornò ad invadere, anche quei territori che si era riusciti a strapparli dall'acqua.
Nei secoli successivi, da parte dei diversi Papi, si segnaleranno diversi tentativi di bonifica, quasi tutti destinati al fallimento. In questi anni, Latina è un immenso latifondo della famiglia Caetani e tale resterà fino agli anni trenta.
Dopo la fondazione
La città è stata fondata durante il regime fascista il 30 giugno 1932 con il nome di Littoria, per mezzo di un progetto urbanistico che prevedeva l'inglobamento di piccoli insediamenti preesistenti. Il progetto fu guidato da Valentino Orsolini Cencelli, Commissario del Governo per la bonifica delle paludi pontine intorno al "Quadrato" o "Cancello di Quadrato", località utilizzata come centro di raccolta dei coloni (organizzati dall'Opera Nazionale Combattenti) che iniziavano a popolare le aree bonificate.
È stata quindi inaugurata il 18 dicembre 1932, con una solenne cerimonia alla presenza di Mussolini. Il territorio comunale fu creato, ricavandolo per la maggior parte da quello dell'attuale Cisterna di Latina (all'epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935 Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934.
La propaganda fascista sfruttò l'opera della bonifica e la inserì all'interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all'autarchia. Il Duce si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini di Mussolini che lavora il grano a torso nudo, insieme ai coloni.
Il comune di Littoria fu popolato ("colonizzato", secondo l'ideologia dell'epoca) con l'immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani ed emiliani, oggi denominati nell'insieme comunità venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall'Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.
Gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (nel 2005 all'intera provincia è stata conferita dall'allora presidente Ciampi la Medaglia d'oro al valor civile). Nel 1946, con la caduta del fascismo, dovette mutare il suo nome su pressione degli alleati con motivi di simbolica rottura con la dittatura fascista, e fu ridenominata Latina assumendo nel nome quello antico del territorio che la circonda, ossia il Latium Novum.
Inserita, insieme alla provincia, nelle aree tutelate dalla Cassa del Mezzogiorno, conobbe negli Anni Sessanta e negli Anni Settanta una straordinaria crescita economica e demografica che continua tuttora. Negli anni Cinquanta a Borgo Sabotino fu costruita una centrale nucleare poi chiusa nel 1986. Oggi, Latina è una città moderna e dinamica. Dagli anni novanta è stabilmente attiva una sezione distaccata dell'Università "La Sapienza" di Roma, che dal 2000 ha visto consolidare la propria presenza con una stabile espansione dell'offerta formativa e l'apertura di nuove sedi ampie e definitive nel centro storico. L'economia cittadina, dopo la crisi degli Anni Novanta (crisi che ha investito tutta l'area dell'Agro Pontino) per la chiusura di importanti siti industriali, sta conoscendo un nuovo momento felice, grazie allo sviluppo e alla crescita del turismo delle note zone limitrofe (Sabaudia, S.Felice Circeo) e del terziario, oltre ad una sensibile ripresa dell'agricoltura e delle aziende ad essa collegate.
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