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Catanzaro
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CatanzaroLa Provincia di Catanzaro è una provincia della Calabria di quasi 370 mila abitanti. Affacciata ad est sul Mar Ionio e ad ovest sul Mar Tirreno, confina a nord con la Provincia di Cosenza, a nord-est con la Provincia di Crotone, a sud con la Provincia di Reggio Calabria, a sud-ovest con la Provincia di Vibo Valentia. La provincia ha subito un rigido ridimensionamento a partire dal 6 marzo del 1992, quando è stata soggetta ad una ripartizione del suo territorio che ha dato origine alle due province di Crotone e Vibo Valentia. Catanzaro è anche il secondo comune della regione per numero di abitanti. È situata strategicamente al centro del Golfo di Squillace nell'istmo di Catanzaro, il punto più stretto della Penisola che separano la costa ionica da quella tirrenica. L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale, privilegio accordato dall'imperatore Carlo V per premiare la strenua resistenza dei catanzaresi nel 1528 contro le truppe francesi fedeli ai Valois. Lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto "Sanguinis effusione". Sembra che il motto derivi dai vari spargimenti di sangue riportati in varie battaglie dai combattenti catanzaresi. La provincia di Catanzaro deriva da una della provincia Ulteriore che comprendeva i comprensori di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Nicastro (oggi Lamezia Terme) e Monteleone (oggi Vibo Valentia). Oggi comprende solamente i comprensori di Catanzaro e Lamezia Terme.

Turismo
La Provincia di Catanzaro punta molto sul turismo marittimo ma il suo territorio si estende fino la Sila. La costa ionica è molto più sviluppata rispetto quella Tirrenica per quanto riguarda strutture e organizzazione, sviluppo dovuto ad una una maggiore presenza del turismo per via della bellezza naturale e artistica dei luoghi. La zona più importante è quella situata nel centro del Golfo di Squillace tra Catanzaro e Soverato, di giorno con la rara bellezza che caratterizza la costa del Golfo dove si vedono alternate splendide scogliere a lunghi tratti di spiaggia con sabbia finissima e bianca. La notte con la presenza di diversi locali notturni che animano l'intera costa trovando in Soverato la località principale di tali attività.

Da visitare
Catanzaro
Passeggiando sulla lunga balconata, si può ammirare un panorama stupendo che abbraccia tutta la costa ionica, da Punta Le Castella sino ad arrivare a Punta Stilo. Un labirinto di vicoli e viuzze che conduce alla Grecia, uno dei quattro quartieri più antichi della città dove si trova la "Chiesa del Carmine" con la sua bassa torre campanaria e la facciata a capanna con l'adiacente oratorio ligneo. Ai margini della Grecia vi è il quattrocentesco "Palazzo de Nobili", adiacente al palazzo, si trova "Villa Margherita" nata negli anni 1878-1881 così denominata in onore della regina che l'inaugurò nel 1881. Non distante dalla villa è la "Chiesa di San Rocco", orientato al teatro di Masciari, realizzato ad inizio '900. A pochi metri del teatro, a ridosso di un bel palazzo d'epoca, una bella fontana di bronzo e marmo, detta di "Santa Caterina". Dal "Corso Mazzini", una delle strade laterali conduce alla "Chiesa del Rosario", che presenta una facciata neoclassica. A monte della chiesa del Rosario è il "Duomo". Nelle vicinanze, si trova la "Chiesa del Monte dei Morti". Ritornando sul corso, troviamo la "Basilica dell'Immacolata". Va inoltre ricordata la chiesetta bizantina di "Sant'Omobono", la chiesa più antica della città. All'esterno del centro storico, da ricordare la "Chiesa dell'Osservanza". Dalla parte opposta il Corso sbocca su "Piazza Matteotti", che delimita il confine tra la città vecchia e la zona nord. La piazza è caratterizzata dalla fontana di bronzo e granito detta "Il Cavatore". Di grande interesse culturale è il "Complesso monumentale del San Giovanni". Il simbolo della città è senza dubbio il "Viadotto Bisantis", secondo in Europa, ad una sola arcata.

Il Santo patrono
L'origine del culto di San Vitaliano a Catanzaro risale al 1311 quando Pietro Ruffo, conte di Catanzaro, edificò in quella cattedrale un’apposita cappella per riporvi le reliquie di s. Vitaliano; risulta che nel 1583 dopo la rovina della cappella, il vescovo Nicolò Orazio, ne fece la ricognizione canonica, sistemando le reliquie in una nuova cassetta foderata di velluto. In epoca imprecisata il sepolcro di s. Vitaliano avrebbe pure cominciato a trasudare un umore detto manna. Catanzaro, la città delle tre V (Vento, Velluti, Vitaliano), venera s. Vitaliano come suo patrono principale il 16 luglio, che è forse la data della traslazione dei suoi resti mortali da Montevergine a Benevento e poi a Catanzaro, inoltre ne celebra la festa del patrocinio nella domenica in albis. Ne sperimentò più volte la protezione in occasione di terremoti e nel 1922 celebrò con solennità il settimo centenario dell’arrivo delle reliquie.

Articolo editato da: Sestante
 
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